La riflessione sui centri storici apre il festival Barocco&Neobarocco

“I nostri centri storici rischiano di perdere la propria voce se non tornano a essere luoghi vissuti e abitati”. La presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari è intervenuta alla giornata inaugurale del Festival del Barocco&Neobarocco dedicata ai centri storici. Richiamando l’attenzione su una trasformazione che accomuna molte città della provincia e d’Italia, la Presidente ha evidenziato che “negli anni, scelte urbanistiche e dinamiche economiche hanno favorito l’espansione delle periferie, spesso considerate più comode e funzionali, mentre i centri storici hanno progressivamente perso residenti, attività commerciali e occasioni di socialità”. 

“Ci troviamo oggi a gestire città che si sono allargate senza una reale crescita della popolazione, con costi sempre maggiori per i servizi e la manutenzione urbana”, ha aggiunto. “Sono cresciuta nel centro storico di Comiso, ai piedi della facciata tardo barocca della Chiesa Madre. Quelle pietre parlavano, anche se nessuno ci aveva spiegato cosa fosse il tardo barocco. Bastava vivere quei luoghi, giocare e guardare quella bellezza imponente, per assorbirne naturalmente il valore. Oggi il rischio è che quelle stesse pietre diventino mute perché non hanno più una comunità con cui dialogare”.

Un patrimonio che non è fatto soltanto di monumenti, ma anche delle case, delle botteghe e delle strade che raccontano la storia delle comunità locali. “Le abitazioni del centro storico, con i loro portali, le chiavi di volta scolpite e il lavoro straordinario degli scalpellini, rappresentano un’eredità culturale che non possiamo permetterci di perdere”, ha sottolineato. Augurando buon festival a architetti, urbanistici, sociologi e artisti che interverranno a Ragusa Ibla nel corso del fine settimana, la Presidente Schembari ha concluso: “Noi amministratori sappiamo che questa tendenza va invertita, ma non esistono soluzioni semplici. Per questo abbiamo bisogno del contributo di chi studia questi fenomeni dal punto di vista sociologico, urbanistico e culturale, per trovare nuove idee e nuovi strumenti capaci di restituire vita ai nostri centri storici”.

Ultimo aggiornamento

5 Giugno 2026, 10:13